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venerdì 22 gennaio 2010

L'Acqua non Appartiene al Mercato



Grazie al Decreto Ronchi entro il 31 Dicembre 2011 tutti i comuni d'Italia dovranno privatizzare la gestione pubblica dell'acqua. Qual'è il motivo di questa mossa? ovviamente quello di dare in pasto la gestione ad enti privati che potranno così lucrare sulla pelle dei cittadini, praticamente un'altra fetta della torta "paese Italia" che viene data al mercato. In questo paese la classe politica ha deciso che il popolo è un'enorme serbatoio da cui spillare più soldi possibile, vedi per esempio i rimborsi elettorali o tutte le tasse che aggiungono grazie alla grande minaccia del debito pubblico. Adesso decidono di vendere al mercato anche l'Acqua della nostra terra. Il decreto Ronchi però non è un fulmine a ciel sereno, già qualche comune ha provato la privatizzazione dell'acqua. Il caso più eclatante è quello di Aprilia che probabilmente sarà emblematico del futuro dibattito nazionale quando ci avvicineremo alla scadenza del decreto. Il governo cercherà a tutti i costi di legittimare la propria azione tirando in ballo leggi di mercato inesistenti, come quella secondo la quale più c'è competizione più la qualità del servizio migliora ed il prezzo si abbassa o addirittura propinandoci la scusa che l'acquedotto pubblico spreca molta acqua, c'è anche chi, come Bersani, ha parlato di progresso ed adeguamento ai tempi, praticamente la privatizzazione sarebbe una naturale evoluzione delle cose nella nostra società dando l'idea che la nostra società sia plasmata in base ad un'ideologia di mercato prestabilita e non in base al volere dei cittadini (questa è l'idea di democrazia e di sinistra che ha veramente il PD). La verità dei fatti è che vedremo le nostre bollette schizzare alle stelle, la qualità della nostra acqua rimarrà la stessa (in alcuni casi è pure peggiorata), ma qualcuno intascherà molti più soldi. In questo paese la classe politica ha deciso che noi siamo uno stato del terzo mondo, la cui grande torta può essere spolpata dal libero mercato e dalle multinazionali anche lì dove ci sono i bisogni fondamentali dell' uomo ovvero l'acqua. Partecipate alle iniziative contro la privatizzazione dell'acqua e cerchiamo tutti di evitare che la nostra classe politica ci spolpi come e quanto ne ha voglia, c'è bisogno di una reazione popolare, se no oggi è l'acqua e domani sarà l'aria, non hanno nessuno scrupolo e non si fermeranno davanti a niente, noi dobbiamo reagire.

giovedì 27 novembre 2008

La Dittatura in Italia 2



Come nasce una dittaura di destra? Come fa un partito che fà una politica di violenza e repressione a salire al potere di una nazione democratica, benestante ed istruita? E come fa quello stesso governo a non far nemmeno capire a molti italiani che non siamo più in democrazia ma in dittatura? La risposta, secondo me, la si può trovare in questo scritto di Gramsci.

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 febbraio 1917

In poche parole, se cercate il colpevole, non c'è che da guardarsi allo specchio.

domenica 23 novembre 2008

La Crisi non Esiste



La crisi non esiste, nessuno ne parla. Perchè? Perchè quando in questo paese un rumeno stupra una donna italiana per un mese veniamo martellati da Tv e giornali sull'ultimo stupro di queso o quell'immigrato ed adesso che le piccole imprese stanno chiudendo a raffica non dicono niente? Certo ogni tanto si sente un lontano eco, sui giornali di questo o quella grande industria che ha chiuso i battenti, ma l'attenzione mediatica è sempre spostata su cose più "importanti", come il caso Villari, che secondo Veltroni è l'uccisione della democrazia in Italia (quello, mica la cancellazione del voto di preferenza). E se si parla di crisi si parla sempre dei capi di stato o dei ministri del tesoro che si riuniscono in importanti riuniuni di vertice per decidere il prestito a tal dei tali grande banchiere o industriale, senza pensare che l'attuale crisi si fonda proprio sui giochi speculativi di banche e grandi industrie. Non si parla mai, invece, delle piccole fabbriche che stanno chiudendo delle migliaia di persone che stanno perdendo il lavoro o che prima stavano bene ed adesso con lo stipendio dimezzato sono sotto la soglia della povertà. Su queste cose l'attenzione mediatica non c'è, perchè? Perchè forse farebbe ragionare le persone su come l'attuale governo sia totalmente incapace di affrontare l'attuale crisi? Tutti gli stati europei hanno raddoppiato i fondi alla ricerca, dalla Francia alla Romania, e il nostro governo invece produce geniali manovre economiche come la Gelmini, e dà subito i soldi alle banche, sull'unghia, senza pensarci due volte, mentre in america GM rischia seriamente di fallire ed il congresso americano temporeggia da un mese ormai sul dare soldi pubblici a chi la crisi l'ha creata. Gli incapaci al governo. Io non li ho votati, quindi non voglio pagare per la loro inettitudine.

venerdì 14 novembre 2008

Sentenze Diaz: VERGOGNA



Il massacro ci fù, ma scagioniamo i massacratori. Questo è il senso della sentenza Diaz. 38 anni di condanne di cui 35 sono stati cancellati grazie all'indulto. Su 29 condanne richieste solo 13 sono state accolte e di quelle 13, tutte sono di poliziotti che quella notte erano lì a manganellare e nessuna per chi i poliziotti ce li ha mandati. Durante il processo poi è stata utilizzata qualsiasi menzogna pur di far passare la celere da boia a giustiziere. È stato dimostrato che l'accusa della poilizia agli occupanti della Diaz di aver attaccato ubna volante era falsa, così come lo erano le finte molotov che la polizia ha "ritrovato" nella scuola. Ed infine questa sentenza che è uno sputo in faccia a tutti quelli che credono ancora nella giustizia. Condannare gli esecutori materiali senza condannare i mandanti, come se i poliziotti quella notte si fossero mossi di loro iniziativa senza ricevere ordini, se non è ipocrisia questa non capisco cosa lo possa essere. Tutto questo mostra solo come il governo Berlusconi stia portanto avanti la sua politica violenta e fascista nei confronti di ogni forma di dissenso.

«Giustizia non è stata fatta»

domenica 2 novembre 2008

La Dittatura in Italia



Berlusconi è sottovalutato, sembra incredibile ma se ci fermiamo a pensare è la verità. Se io dicessi che oggi in Italia c'è una dittatura, quanti di voi penserebbero per lo meno "adesso non esageriamo"? E così lui vince, vince perchè sta instaurando una dittatura ma nessuno lo può dire perchè nessuno ci crede veramente. Ma Berlusconi è furbo e molto intelligente, quanti di noi pensano che i tagli alla scuola pubblica, passati con la riforma Gelmini, siano stati fatti per avere i soldi per pagare la crisi? Praticamente tutti da destra a sinistra. Per questo lui vince, vince perchè così ci ha inagannati tutti. La verità è che i tagli alla scuola pubblica sono stati fatti con la SCUSA della crisi economica e non per essa. Se le mie parole vi convincono poco lo faranno sicuramente di più quelle di Piero Calamandrei, socialista italiano del dopoguerra.

"Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente trasformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico.

Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"

(in Scuola Democratica, 20 marzo 1950.)

giovedì 30 ottobre 2008

Delegittimare la Piazza (Navona)


Suppongo che abbiate sentito tutti dello scontro in piazza Navona di ieri. Per i meno informati: alcuni studenti, che stavano manifestando pacificamente, sono stati pestati da estremisti di destra sotto gli occhi della polizia, che non solo gli ha fatti passare con una camionetta in zona pedonale, ma gli ha anche permesso di passare il loro cordolo armati di mazza. Dopo dieci minuti di allegre mazzate, in cui i poliziotti sicuramente avevano di meglio da fare che fare il lavoro per cui sono pagati, finalmente sono intervenuti sgridando i destrorsi che evidentemente impugnavano male le mazze e non facevano abbastanza danni. Che scopo ha avuto tutto questo? Semplice. Lì dove c'è una protesta che è palesemente corretta e sacrosanta, l'unica possibilità del potere è quella di delegittimarla con questi mezzucci. Logica per la quale se succedono dei tafferugli di quel tipo allora gli studenti sono dei violenti, barbari, incivili ed è evidente che ciò per cui protestano è sbagliato. Una logica che convince solo gli idioti, onde per cui gli elettori del Berluska se ne sono convinti ed il "Giornale" oggi titola: "Come volevasi dimostrare". Inutile dire come questo genere di politica somigli a quello della DC degli anni peggiori. È dalla fine degli anni 70 che l'Italia sta correndo all'indietro. I nostri padri parlavano del futuro alla mia età, io cerco di non pensarci.

domenica 26 ottobre 2008

Tagli alla Scuola



Il "taglio Gelmini" (chiamarla riforma mi sembra assolutamente fuori luogo) toglierà 9 miliardi di € circa tra scuola ed università. Professori che verranno licenziati, ricercatori che o vengono licenziati o se continuano a lavorare dovranno comprarsi gli strumenti coi loro soldi e quote di iscrizione all'università ingigantite. Queste sono le prospettive peggiori dei tagli alla scuola, per non dire che le elementari verranno rivoluzionate, così con magna soddisfazione dei nostri politici anche l'unico ciclo scolastico italiano che funzionava bene verrà disintegrato. Ignoranti fin da piccoli, è così che ci vogliono. Molti professori, l'opposizione e gran parte degli studenti concordano su una cosa, uccidere l'istruzione in Italia significherà farsi del male da soli. Questo è una chiaro esempio di scollamento fra ideale e reltà. La realtà industraiale italiana non dipende certo dalla ricerca, da alti livelli di tecnologia o da aziende competitive a livello globale, la realtà delle aziende italiane è ben diversa la nostra industria sfutta bassa tecnologia per produrre prodotti di nicchia o materie semplici che richiedono però un medio livello scientifico, livello a cui un paese del terzo mondo non è adatto, ma noi sì. Praticamente siamo il terzo mondo dei paesi occidentali. Come è successo tutto questo? È successo perchè così è stata impostata la nazione, da 30 anni a questa parte il livello culturale medio è andato sempre in calando e così anche le capacità politiche del popolo in generale. Per questo la scuola in questi anni ha fatto passi da gigante all'indietro, perchè alla realtà italiana (almeno secondo la realtà che i politici hanno deciso per noi) serve un manifatturiere abbastanza preparato e non un laureato, uno che sappia fare il suo lavoro ma che non pensi troppo...La realtà industriale italiana prevalentemente è come un'accattone, oggi faccio un lavoretto qua domani uno là ed intanto tiro avanti, ed è con questa logica che per 30 anni i politico l'hanno modellata. L'idea che l'Italia debba essere una nazione forte, energicamente indipendente e tecnologicamente avanzata non passa nell'anticamera del cervello di nessuno degli stronzi che siede in parlamento, NESSUNO.

mercoledì 17 settembre 2008

Il Governo degli Annunci



Questo è un post dedicato ad elogiare la bravura propagandistica del PDL, all'inizio avevano fregato anche me! Ma poi mi sono informato e quindi ho scoperto veramente come stava la realtà. Questo governo è bravissimo negli annunci, ricordate tutti il reato di clandestinità? Quel reato che doveva rinchiudere in galera tutti i clandestini senza permesso. Ricordate l'esercito per le strade? (penso che ci sia ancora oggi, anche se i soldati in giro ormai io non li vedo più), serve per la nostra sicurezza. Ricordate la campagna contro i fannulloni della pubblica amministrazione? Quella che serviva a rendere l'apparato statale italiano più efficente e cone meno sprechi. Ricordate tutti la cordata di imprenditori per risollevare Alitalia? (spero proprio di sì, se no avete qualche problema mnemonico) Quella che serviva a non far cadere la nostra compagnia di bandiera in mano a stranieri. Ricordate il problema della spazzzatura a Napoli? Quello che secondo Berlusconi è stato risolto. Ricordate tutti questi bellissimi annunci? Io ricordo che molti sono stati gli Italiani che applaudivano i soldati, molti sono quelli che pensano davvero che a Napoli non ci sia più spazzatura o che ora i clandestini diminuiranno. La domanda da porsi quindi ora è: ma davvero nella pratica tutto questo funziona? Il PDL ha ottenuto moltissimi consensi grazie a questi annunci, ma il governo deve governare non far felici i cittadini! Le misure che dovrebbe prendere un governo doovrebbero avere effetti concreti e non essere inconsistenti e fittizzie. Per esempio grazie ai soldati gli italiani pensano di essere più al sicuro, ma è una sensazione assolutamente fittizzia perchè nel momento in cui si sono schierati i soldati per le strade il governo ha tagliato 3 miliardi alle normali forze dell'ordine mentre per l'esercito ha speso appena 62 milioni, ed anche ammesso che si riesca davvero a catturare più immigrati senza soggiorno essi verrebbero rilasciati dalla giustizia, non perchè i giudici sono tutti comunisti come dice il Berluska, ma perchè le carceri sono strapiene, perchè la giustizia non funziona perchè le leggi sono scritte di merda e le leggi le scrive il governo non i giudici. Lo stesso reato di clandestinità è scritto così male che in pratica può essere applicato solo a chi viene sorpreso nell'atto di attraversare il confine italiano senza permesso, quindi in pratica non verrà applicato quasi mai. Per quanto riguarda invece l'efficenza della pubblica amministrazione il problema non sono i fannulloni, chiaro che spremendoli tutti i fannulloni vengono a galla e si ottengono risultati, ma non si risolvono i problemi reali che sono altri, come nel caso dell'ufficio del lavoro che in passato è stato svuotato dei suoi poteri effettivi e come conseguenza oggi abbiamo molti morti sul lavoro perchè nessuno controlla che le ditte rispettino le norme di sicurezza. E che dire di Alitalia? Prima Berlusconi annuncia una cordata di imprenditori italiani che salveranno Alitalia dall'invasione straniera, ed adesso parla di un'intervento di AirFrance o Lufthansa. E per finire il problema dei rifiuti a Napoli, quello è stato risolto in modo magistrale, al posto di far sparire i rifiuti hanno fatto sparire i giornalisti. Sì perchè sono i Media a dare forza a tutti questi "palliativi" che non risolvono i problemi reali di questo paese. Perchè non interessa più a nessuno se in pratica le cose funzionano? Perchè tutti si accontentano di sentire quello che vogliono sentire? Poi la realtà può essere uguale o diversa a loro non importa più.

sabato 30 agosto 2008

Intercettazioni



"Furbetto del quartierino", non c'è altra definizione per il comportamento tenuto da Berlusconi nei riguardi di Prodi in merito alla storia delle interecettazione pubblicate su Panorama. Infatti l'amico di Craxi ha dichiarato la sua solidarietà a Prodi, sulle intercettazioni che lo riguardavano, pubblicate da Panorama nell'ambito dell'inchiesta Italtel: "La pubblicazione di intercettazioni riguardanti Romano Prodi, a cui và la mia assoluta solidarietà, non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto, è grave che ciò accada ed il parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali". Già, infatti la paura di essere intecettati dalla magistratura è in cima ai problemi di ogni singolo cittadino italiano. Prodi invece dal canto suo risponde al Berluska: "Da parte mia non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche". Berlusconi lanciando questa sua "sentita" solidarietà a Prodi infatti dimentica alcuni dettagli: il giornale su cui sono state pubblicate le intercettazioni è suo, e sempre lui è quello che attorno alla metà di giugno voleva presentare al parlamento un disegno di legge contro le intercettazioni. Prodi invece non si è fatto abbindolare dal Premier e con la sua dichiarazione ha evitato prontamente di iniziare un dibattito che avrebbe portato al parlamento una legge contro le intercettazioni, ed al contrario ha aggiunto che non deve essere tolto alla magistratura quello che è uno dei suoi più importanti elementi d'indagine. La legge probabilmente prima o poi si farà lo stesso, ma il Berluska dovrà trovare qualche altra scusa per farla e provare a coinvolgere Prodi in questa sua furbata stata proprio un'azione bassa e degna di lui (in tutti i sensi).

domenica 24 agosto 2008

Qualcuno lo Fermi! Giù le Mani dalla Giustizia!




Non gli è bastato sfasciare la giustizia con tutte le sue riforme, non gli è bastato diventare assolutamente intoccabile con il Lodo Alfano, adesso deve anche controllare i magistrati con la prossima riforma! Sì perchè la bellissima revisione della giustizia che ci aspetta a settembre serve proprio a questo, a sottomettere una delle magistrature più indipendenti dal potere politico del mondo (chi non ricorda Mani Pulite). Ma oltre alla separazione delle cariere che appunto favorirà enormemente il controllo politico della magistratura, c'è un'altra "novità" molto peggiore, ovvero non esisterà più l'obbligo dell'azione penale. Infatti secondo l'articolo 112 della costituzione "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale", questo significa che un giudice deve processare chiunque, anche sua madre, perchè se non lo fa commette reato. Questa regola è palesemente contro l'arbitrarietà ed a favore dell'imparzialità, altrimenti i giudici o i PM potrebbero decide loro che processi fare o non fare, allora sì che ci sarebbero veramente processi politici ed una magistratura asservita al potere politico (con la separazione delle carriere) avrebbe piena libertà di scegliere chi perseguire e chi graziare. Così il giudice passerebbe da servitore dello stato a capo di sé stesso, cosa che chiaramente non è assolutamente accettabile. Tutto questo non può che peggiorare la situazione giuridica italiana che è già abbastanza critica, ma il vero problema è Berlusconi che ormai non cela neanche tanto le sue tendenze dittatoriali (controllo del potere giudiziario, militari per le strade, soppressione del diverso, eccetera). Basta notare i toni che usa nel filmato, parla di giustizia che ce l'ha con lui, di processi politicizzati ma la realtà è che per l'appunto per l'articolo 112 nessun magistrato è libero di scegliere che processi fare, quando trova una persona che infrange le leggi è obbligato a perseguirlo, che lo voglia o no. Da notare anche l'espressione "sovvertire il mandato popolare" come se i giudici, che sono meri applicatori di legge, potessero minacciare la democrazia in Italia. Definiamo invece "il diritto di vedersi governare" degli italiani da parte di chi hanno votato, come dice appunto il Berluska, significa che hanno diritto a vedere progredire il proprio paese secondo l'ideologia del partito che hanno scelto o significa che lui è libero di arricchirsi distrufggendo la RAI (prima concorrente di Mediaset), lui è libero di essere impunibile col Lodo Alfano, è libero di schiavizzare i cittadini più poveri col precariato, è libero di mettere a tacere tutte le voci che discordano da lui (Biagi, Santoro, Luttazzi), è libero di schierare l'esercito per le strade, è libero di favorire l'evasione fiscale. Essere eletti non significa "fai quel cazzo che ti pare", significa "lavora per noi, migliora questo paese", e l'economia di sicuro non sta andando molto bene, la soglia di povertà aumenta, ma il problema degli italiani sono le interecttazioni. Le vera "metastasi della democrazia" non sono i giudici politicizzati che non esistono, ma tu Silvio Berlusconi.

venerdì 22 agosto 2008

La Bufala del Newsweek



Circa una settimana fa è apparso sul Newsweek un articolo di elogio dei primi 100 giorni del governo Berlusconi. Tutti avrete notato il fantastico coro di voci giornalistiche che si è levato per glorificare un pezzo che finalmente sembrava pareggiare i conti dopo quel terribile articolo dell'Economist che spiegava "Perchè Berlusconi è inadatto a governare l'Italia", finalmente ogni elettore di Berlusconi può sbandierare a difese del suo amato Silvio questo fantastico riconoscimento americano. Quando ho appreso che il Newsweek aveva mandato in stampa una cosa del genere però ho sentito che stonava, infatti l'America al contrario della sua politica estera non disdegna certo di sottomettere popoli e causare guerra, morte e distruzione, in casa invece è abituata a giocare pulito, in quanto a poilitica interna è sicuramente uno dei paesi pèiù liberali e legaloitari del mondo. Quindi come poteva un americano elogiare un mafioso, impunibile e razzista? Ricordo che il macchiavellismo che ci contraddistingue è cosa assolutamente estranea alla cultura americana, nessuno lì penserebbe che se una persona lavora bene merita anche se ha grossi problemi con la legge, con questo non voglio dire che Berlusconi stia lavorando bene ma sono sicuro che almeno lo pensino i suoi elettori. Quindi sono andato a controllare la firma di quell'articolo ed ho scoperto che l'autore è: Jacopo Barigazzi. Qual'è il problema? Magari è un italo-americano o un italiano trapiantato in america come corrispondente dall'estero. Allora informandomi ho scoperto questo:

-Nella lista dei 110 giornalisti e collaboratori del Newsweek non c'è
-L'ufficio dei corrispondenti americani di Parigi non indica nessuna persona con questo nome
-All'associazione Stampa Estera di Roma nessuno ha mai sentito questo nome

Quindi? Quidni a meno che non sia uno 007, c'è la ragionevole certezza che quella firma sia falsa. Non ho la più pallida idea di come Berlusconi sia riuscito a far pubblicare quell'articolo, scritto sicuramente da uno dei suoi tanti leccaculo italiani sul Newsweek, ma una cosa è certa: esso non riflette l'opionione di alcun americano.

Aggiornamento: grazie al Grinch che mi ha segnalato la presenza in rete del curriculum di Barigazzi (e lo ringrazio ulteriormente come blogger per la correzzione che apprezzo), ho fatto ulteriori ricerche sull'esistenza del Barigazzi, ed avendo trovato molti altri articoli con la sua firma è innegabile che c'è un giornalista italiano che si firma Barigazzi e fa da corrispondente da Milano per il Newsweek. Tuttavia il fatto che a smentire Furio Colombo ci abbia pensato la redazione del Giornale al posto di quella di Newsweek, che almeno fin'ora non ha fiatato, mi lascia un pò perplesso. In ogni caso la tesi del post non cambia: Berlusconi non ha ricevuto quel riconoscimento della stampa estera che tanto avevano sbandierato i TG ed i giornali perchè l'articolo è scritto da un italiano che vive in Italia. Al massimo è un riconoscimento della nostra stampa nazionale, ma quel tipo di leccate di culo le riceve tutti i giorni dal direttore del Giornale.

sabato 16 agosto 2008

Libertà di Stampa




Ultimamente gli editoriali di Famiglia Cristiana non sono molto a favore del governo. A questo punto una qualsiasi persona che vive in un paese con libertà di stampa penserebbe: "Qual'è il problema?". Il problema è che in Italia dal 1994, il potere politico è diventato sempre più intoccabile e la sua intoccabilità è aumentata con gli anni. Questo perchè un certo Signor Berlusconi è rpoprietario di gran parte dei principali media italiani, e quelli che non stanno con lui difficilmente si schierano contro. Così durante i suoi tre mandati Berlusconi ha potuto fare molte cose, per mantenere il suo potere sui media e per distorcere la sua vera immagine, come la legge Gasparri, l'editto bulgaro, la scalata al Corriere della sera e tutte le leggi che si è fatto per sfuggire alla giustizia. L'opinione pubblica almeno in parte è a conoscenza di tutto questo, grazie a persone integerrige come Travaglio che fanno il loro lavoro anche se significa andare in contro a querele e processi interminabili. Da qualche settimana, però è successa una cosa strana, strana perchè siamo in Italia, Famiglia Cristiana ovvero il più importante settimanale per gli elettori di centro ha rotto almeno in parte questo tabù criticando apertamente il governo di aumentare il divario fra ricchi e poveri, di aver militarizzato l'Italia e di mostrare un larvato ritorno al Fascismo. Chechè ne dicano i parlamentari del PDL, Famiglia Cristiana non è un periodico comunista pieno di stalinisti che ce l'hanno con Berlusconi. Allora perchè tutte queste critiche feroci? Perchè non se ne può più della politica di Berlusconi, per chi riesce a vederla veramente per quello che è ovvero la realizzazione anche più in grande del famoso "Piano di Rinascita Democratica" della loggia P2, tutto quello che ormai sta avvenendo in Italia e che ci avvicina sempre di più ad un regime sudamericano non è accettabile, non è più possibile far tacere la coscienza di tutti, ed è avidente che quella del direttore di Famiglia Cristiana è arrivata ad un limite. Spero vivamente che questo sia un chiaro segnale per gli italiani ma soprattutto per i giornali, che forse è ora di iniziare a cambiare le cose, partendo proprio dai giornali.

domenica 10 agosto 2008

L' Esercito per la Sicurezza




Dal 2 Agosto in 9 città italiane si fa uso di militari per la "sicurezza", 31 milioni di € il loro costo ogni sei mesi per un periodo totale di 1 anno (almeno per ora). Questa la mossa del terzo governo Berlusconi per rendere più sicure le città italiane. Ora vorrei fare delle considerazioni a cui penso possa arrivare qualsiasi italiano fermandosi a riflettere 5 minuti. Come possono incidere realmente sulla sicurezza 3000 militari che nei loro compiti sono addirittura più limitati di un poliziotto normale? Che differenza fa se un delinquente viene arrestato da un poliziotto o da un militare se poi esce il giorno dopo di galera semplicemente perchè la giustizia italiana non funziona? Se veramente si volevano rendere più sicure le città non era meglio spendere 62 milioni di € per fare il pieno alle auto della polizia? O comprare carta e fotocopiatrici per i tribunali? La realtà dei fatti è che la mossa di questo governo non è mirata a dare vera sicurezza ai cittadini ma solo a dare l'IMPRESSIONE di sicurezza maggiore ai cittadini. Ma sarebbe un errore imperdonabile da parte nostra pensare che il governo spenda 62 milioni solo per dare un'impressione, non è gente stupida. L'esercito funziona perchè è un deterrente ideale e fra un anno la questione sicurezza non sarà affatto cambiata, anzi è probabile che peggiori. Il governo fra un anno, al momento di mandare le truppe a casa, inizierà a dire che la misura dell'esercito è stata buona ma che effettivamente non è stata molto efficace sul piano pratico questo perchè aveva forti limitazioni quindi dovrebbero avere più libertà per fare meglio il loro lavoro, allora inizieremo a vedere soldati non più accompagnati dalla polizia che andranno in giro con fucili automatici e magari già qualche mezzo blindato. E lentamente inizieremo ad accettare tutto questo perchè in fondo c'è bisogno di più sicurezza, mentre magari questi stessi soldati verranno impiegati per reprimere chi scenderà in piazza a protestare contro tutto questo. E sempre lentamente, per non rischiare che qualcuno apra gli occhi, i soldati inizieranno ad essere più importanti della polizia stessa e così il governo ci potrà controllare per le strade con la sua stessa mano armata quella che servirebbe teoricamente per difenderci. Forse è ora di capire che siamo in una dittatura, non in una dittatura morbida, in una dittatura e basta.